La culla della coppia

Si tende a pensare che l’amore scaturisca al di fuori di sé, che ciò nasca e sia costituito da una relazione con un’altra persona: basta trovare quella «giusta», quella adatta a noi, e poi tutto il resto verrà da sé. (F. Padrini)

L’amore è innanzi tutto un’attitudine interiore, un «potere dell’anima» che determina il modo con cui ci si rapporta in primo luogo con il mondo e con gli altri. Se credo di amare unicamente un’altra persona e sono indifferente nei confronti di tutti gli altri, il mio non sarà amore ma un attaccamento possessivo, attraverso il quale spero di superare la mia solitudine. Ma se amo veramente un’altra persona, amo anche il mondo e la vita, ho sviluppato in me il bisogno e la capacità di solidarietà umana.

Ognuno all’interno di una relazione fortemente coinvolgente, assicura all’altro che grazie a lui potrà sentirsi al centro del mondo, far riemergere un’antica vitalità soffocata, riempire un vuoto incolmabile. Ma a volte è proprio questa illusione che può costituire il problema con cui ognuno dei partner, deluso, si misurerà con esiti diversi, nelle fasi successive della vita.

Ciascuno dei partner concentra sull’altro un insieme di aspettative, ed è grazie a questo che le differenze: corporee, di temperamento, di sensibilità, di comportamento, si rivelano desiderabili e promettono la soddisfazione attesa.

 La prima fase dell’amore  è caratterizzata dall’illusione. Le analisi delle storie e dei vissuti individuali dei partner mostra che quanto più la persona ha dovuto reprimere nell’infanzia bisogni vitali per l’impossibilità che i genitori li soddisfacessero, tanto più nella fase dell’innamoramento questi riemergeranno insieme all’illusione che verranno finalmente soddisfatti. L’innamoramento o la scelta del partner è scarsamente legato alle caratteristiche proprie del partner amato; infatti, si può spesso osservare come, pur rimanendo queste caratteristiche «inalterate», l’amore finisca e la coppia si rompa.

Sempre ci innamoriamo dell’immagine che l’altro ci rimanda di noi, e dell’immagine che a lui rimandiamo.

La Terapia di Coppia permette di comprendere la qualità della “Stabilità della relazione” detto anche – Adjustment, ossia la  percezione della qualità della relazione da parte di ogni partner.

Indica l’equilibrio tra stabilità e flessibilità che i due partner raggiungono nel negoziare i possibili cambiamenti di vita e nel reciproco tentativo quotidiano di affrontare differenze all’interno della coppia, angosce individuali, preoccupazioni interpersonali e sentimenti di soddisfazione.

Il supporto «percepito » è l'indicatore del sostegno e della comprensione che il soggetto ritiene di ricevere. Supportare l’altro vuol dire riconoscerlo a sé simile, attraversato da paure, e segnato da bisogni di conferma e di aiuto.

 Nella maggior parte dei casi il motivo del tradimento è la ricerca di ciò che manca: complicità, intimità, conferma della propria attrattiva, sostegno affettivo. Chi tradisce sceglie di vivere una sorta di compromesso tra il desiderio di fuggire e il bisogno che ha ancora dell’amore del partner.

Il tradimento può nascere dalla delusione delle aspettative, dalla noia e dalla repressione continua dei propri desideri, dalla rabbia e dal risentimento accumulati e inespressi.

Il problema è la mancanza di Comunicazione, ed infatti, al sentimento di esclusività è connesso il desiderio di essere unici, oggetto di una scelta esclusiva che l’eventualità di un tradimento smentisce. Ciò indebolisce la fiducia in sé stessi e la sensazione di essere degni d’amore in chi è tradito.

Al contrario, in chi tradisce, il tradimento aumenta la fiducia in sé stesso, riattiva il narcisismo infantile. Spesso nel tradimento è proprio questa gratificazione narcisistica che si va cercando, questo amore di sé che non ha nulla a che vedere con l’amore.

Tenendo conto del fatto che la comunicazione è lo strumento per eccellenza per mettersi in relazione con l’altro, è importante la modalità di comunicazione tra i due partner. Affinché essa sia funzionale, dovrebbe essere chiara, diretta, trasparente e coerente sia nella sua componente verbale che non verbale, dovrebbe manifestare l’apertura verso l’altro e non la chiusura o la tendenza alla manipolazione.

Il conflitto rappresenta il fattore di rischio per la qualità della relazione, esso è «l’anima» della relazione e svolge una funzione positiva, se gestito con le modalità costruttive, ma nuoce alla vita di coppia quando il focus si sposta dal problema alla persona. Ma anche il suo “evitamento” può lasciare questioni irrisolte e provocare sentimenti di risentimento, rabbia,  sconforto, solitudine, sospetto, dolore ed isolamento.

 

Mi occupo di Terapia di Coppia da diversi anni, seguendo una metodologia integrata molto efficace.

“La Culla della Coppia” è lo spazio in cui la sensazione di  conforto, comprensione, rassicurazione e il senso di protezione dato dal contenimento psicoterapeutico,  fornisce e sviluppa progressivamente un rilassamento psico-fisico che permette ai membri della coppia di attingere serenamente agli spazi emotivi sensoriali personali, molto simile a quelli che il piacere di un dondolio di una culla o di un’ amaca possono procurare.

Nel mio Studio organizzo brevi “Pacchetti” (di 5 incontri) costituito da colloqui individuali e congiunti, terminati i quali si decide insieme se organizzare il ciclo successivo. E' possibile quindi imparare a confliggere in modo costruttivo, attraverso la comprensione di aspetti personali che spesso sono estranei a Noi stessi e tante volte  ci obbligano a stagnare  o affondare sempre più convinti di essere giunti al capolinea della relazione!

La Terapia di Coppia è “Un percorso che aumenta la consapevolezza  e migliora la qualità della vita”.